non permise a nessuno di seguirlo fuorché a Pietro Giacomo e Giovanni fratello di Giacomo

Alcuni eventi della vita

sembra quasi sia necessario

ed unico

condividerli con poche persone.

Quando si dice:

“i veri amici stanno nelle dita di una mano”.

Gesù stesso

sembra voler trasmettere solo a pochi

la passione, lo stile, la cura, la tensione,

la verità di sé stesso,

solo con tre dei dodici.

Momenti intensi

di apertura a due donne

(non-persone all’epoca di Gesù),

per giunta malate,

incapaci di generare vita.

Chiama Gesù a stare con lui

per vedere con gli occhi della fede,

come la fede degli altri

li salva per la verità del credere.

Persone credibili

perché persone di fede.

Persone guarite

perché salvate dalla loro fede.

Gli apostoli, lo capiranno dopo la resurrezione,

a fatica ancora,

ma sapranno dire:

“non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do:

nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!”(At 3,6)

La fede condivisa

diverrà

seminagione di universalità.

s. giovanni bosco

martedì IV del t.o.

31.01.2023

Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie. (Cf. Mt 8,17)
Alleluia.

Vangelo
Fanciulla, io ti dico: Alzati!

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 5,21-43
In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
Parola del Signore.