Disse il Signore a Adam
(l’uomo plasmato dalla terra e con la terra)
tu sei mio.
Per questo ti ho generato
per amarti,
per darti l’eterno,
per dirti la parola di libertà,
per farti vedere la pace,
per abitare la giustizia,
per essere riflesso di luce,
per divenire somiglianza di misericordia,
per vivere la verità,
per proclamare la vivente speranza.
Sei quello che è di Dio.
Dammi te stesso e tu sarai tuo.
L’ipocrisia della religione normata:
perché volete mettermi alla prova?
Dobbiamo dare o no la socialità alla famiglia umana?
Sei quello che è di Dio.
Dammi te stesso e tu sarai tuo.
Sei tuo e sarai beatitudine negli uomini.
martedì IX del tempo ordinario
06.06.2023
Dal Vangelo secondo Marco 12,13-17
In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.
Parola del Signore.