Operai che mietono messe, uomini e donne che raccolgono abbondanza di umanità, stanca e sfinita. Strada facendo.
E servi, uomini e donne che lavano i piedi (sporchi) di un abbondante umanità stanca e sfinita.
E pastori, uomini e donne che cercano pecore (le madri, le donne che hanno ancora, ancora, ancora bisogno di dignità e di solidarietà) disperse perché nessuno le guida e stanche e sfinite si accasciano nel dolore.
E discepoli -storicamente prima i dodici e poi le migliaia e migliaia e migliaia di testimoni-, uomini e donne che hanno avuto in dono da lui il potere di scacciare gli spiriti immondi dell’idolatria egoistica autocelebrativa e autoreferenziale; uomini e donne che hanno avuto in dono da lui il potere di guarire ogni sorta di malattie e infermità, ogni limite che l’arroganza di satana inculca nei potenti che opprimono i poveri; uomini e donne che curano le ferite di sé stessi, tra di loro e ai poveri.
Dodici per iniziare un computo infinito abbondante di uomini e donne chiamati e inviati per rivolgere la loro attenzione d’amore alle pecore perdute di Israele, di coloro cioè che hanno lottato e lottano nella vita: Israel-ho lottato con Dio e mi ha vinto, e se Dio è la Vita allora tutti coloro che lottano nella vita e per la vita e con la vita sono coloro che incontrano Dio attraverso testimoni che lottano con loro e per loro.
Matteo chiuderà il suo vangelo con il mandato del Risorto alla missione universale andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (28,19), a dirci che il popolo d’Israele sono tutti i popoli ai quali è necessario il naufragare dentro l’amore, e questo naufragio salvifico accade quando gratuitamente operai, servi, pastori, discepoli vanno senza sosta strada facendo.
Gesù ha curato, ha guarito, ha raccolto, ha camminato, ha resuscitato, ha sanato, ha cacciato il male maligno e malevolo: tutto nella gratuità e ha chiesto al suo discepolo, di allora e di adesso, di fare come lui ha fatto, amare amando, senza sosta strada facendo, senza senso se non quello della gratuità.
Discepolo allora forse è colui-colei che nell’essenza della gratuità, essenza non negoziabile, si rivolge alle pecore perdute dei popoli che popolano la terra dei lottatori per la giustizia e la pace. Operai nella sua messe: operai nella giustizia, pace, verità, libertà, gioia, operai del regno dei cieli.
Sono pochi questi operai? Sono pochi coloro che lavorano nella gratuità, ma sono vero lievito di Dio per la vita del mondo quando in nome di Dio camminano tra i popoli a curare e a prendersi cura del volto di Dio: l’uomo e la donna stanchi e sfiniti. E risollevandoli e prendendoli sottobraccio camminano insieme strada facendo guarendo ogni sorta di malattie e di infermità.
Operai. Tu operi?
XI domenica del tempo ordinario (a)
18.06.2023
Dal Vangelo secondo Matteo 9,36-38.10,1-8
Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore.
Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi!
Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello,
Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo,
Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, che poi lo tradì.
Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani;
rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele.
E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino.»
Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Parola del Signore.