Accorgersi, per sapienza, dei prodigi che avvennero in mezzo alla vita. I prodigi dell’esistenza –che già avvennero– transfinalizzati al guarire dall’individualismo (sovranismo politico, consumo scriteriato del creato) per divenire testimoni di comunione. Custodi di Dio. Riconoscere che l’uomo diverrebbe somigliante a Dio qualora converta il suo agire a curare la sua indifferenza. Alfabetizzazione della responsabilità. Prodigi –che già avvennero– perché nel cuore di ogni uomo è posta la nostalgia della bellezza, che nulla disprezza e tutto rende prodigioso. Davvero l’hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato. Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi (Sal 8, 6-7). Memoria di un dono, essenza di conversione.
s. bruno
venerdì XXVI tempo ordinario
06.10.2023
Dal Vangelo secondo Luca 10,13-16
In quel tempo, Gesù disse:
«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.