avranno rispetto per mio figlio

Il rigore uccide l’altro che la pensa in diverso modo, uccide Dio che infatti pensa diversamente da come pensano i capi. Il rigore uccide l’uomo quindi uccide Dio: l’uomo vivente è la gloria di Dio. Rispetto per mio figlio, non l’hanno avuto. Nella stessa vigna di domenica scorsa avviene l’omicidio per eccellenza. Dio viene ucciso. Scartata la pietra che da scandalo, la pietra con cui si uccide, si lapida, questa è divenuta la pietra della salvezza, della vita. Il figlio ucciso fuori dalle mura del potere, diverrà la pietra basilare per costruire una diversa religione, senza potere se non quello del perdono misericordioso. Una differente religiosità, svuotata dalla bulimia della ritualità e dei simboli non più significanti e riempita, attraverso la morte, di una fede nuova generante umanesimo riconciliante: paradossalmente la più antica, quella di Abram che si è fidato solo di una voce. La fede che Abram ha accolto da pagano contro ogni speranza, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli (Rm 4,18). Non il possesso di un diritto di potere, ma il potere di un diritto di possesso: amarsi, per amare l’altro fino a farlo fruttificare frutti di gioia. Non hanno avuto -non abbiamo ancor oggi- rispetto per il figlio, l’uomo nella sua integrità. Costituiti uomini-contadini per coltivare vigne di condivisione, vigne in cui si venga a contatto con il creato e con colui che abita il creato l’uomo, a cui è “dovuta” l’obbedienza della cura. Così scrive p. Francesco al paragrafo 66 della nuova esortazione apostolica Laudate Deum “Dio ci ha uniti a tutte le sue creature. Eppure, il paradigma tecnocratico può isolarci da ciò che ci circonda e ci inganna facendoci dimenticare che il mondo intero è una “zona di contatto”. Costituiti umanità coltivante e ridotti a disumanità devastante che ironicamente Soloviev descrive “un secolo così progredito che perfino gli era toccato in sorte di essere l’ultimo”. Così è sotto gli occhi di tutti, convinti che la vigna sia non di Dio ma del potere e che quest’ultimo si arroghi l’ingiusto diritto di uccidere chi cerca i frutti prodotti da un dono d’amore. “Perché un essere umano che pretende di sostituirsi a Dio diventa il peggior pericolo per sé stesso” conclude p. Francesco la Lodate Dio. Il pericolo per sé stessi quindi non è la consegna della vigna ad altri, ma l’incapacità ad essere altro rispetto alla missione affidata. Il figliopietra scartata, è costruttore di vita ed offre ai suoi la necessità della risposta: quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini? Distruggerà o affiderà? I contadini-capi vorrebbero eliminare la violenza che loro stessi hanno prodotto, non hanno avuto rispetto, con altra violenza li farà morire miseramente, di morte li farà morire. Continuano a non essere capaci di misericordia. I servi che verranno a chiedere i frutti, uccisi dai capi, diverranno loro stessi frutti per la misericordia. Gli incapaci diverranno capaci di ebbrezza d’amore. “Dall’amore non ci si libera mai…amare è essere vivi in maniera insalvabile”. 



XXVII domenica del tempo ordinario (a)
08.10.2023

Dal Vangelo secondo Matteo 21,33-43
 
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto per mio figlio!. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Parola del Signore.