Costruire passo passo la vita per giungere ad un’ora di responsabilità. Se uno mi serve. Camminare nella spogliazione dell’io per rivestirsi di fruttuosa comunione. Certo compito arduo, arrivare a correre nella vita senza dover superare nessun traguardo, ma nella consapevolezza di giungere ad un’illimitata meta di umana condivisione. L’apostolo Paolo giunto in catene a Roma ed alla viglia della sua esecuzione così scrive al discepolo Timoteo: “quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.” (2Tim4,6-7). Per il principe di questo mondo (Gv 12,31) è follia perdere la vita per amore, è follia donare se stessi per far crescere il frutto del bene. “se io morissi… e le chances sono molte più che mai durante episodi di guerra come quello che stiamo vivendo, se io morissi, tutto questo servizio morirebbe con me, anche se spero che questo mio seme una volta morto, marcirà e darà frutto, il solo frutto che conta: amore, “care”, tenerezza, comprensione, tolleranza, assenza di paura, audacia nell’amore.” (Annalena Tonelli). Dall’aristocratico perché potente alla gloria di Dio perché è uomo fragile, e come uomo va fino in fondo, fino alle fine ad amare per amore Giuda e ogni traditore. Così per questo Gesù giunge a vivere il limite umano della morte, per manifestare la potenza della debolezza per mezzo della quale sperimenta la resurrezione piena: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo, nella perdita ci sta indissolubilmente l’unione solidale con gli altri. Vittoria della cura sull’indifferenza della chiusura del cuore. Se, ipotesi di morte per vivere trasformati. Ancora la Tonelli, usando anch’ella un’ipotetica, ci suggerisce: se crediamo, noi non possiamo più avere timore di nulla. Nella fede che alcuni greci e di culture straniere, per mezzo di Filippo e di Andrea, esprimono nel desiderio di vedere Gesù, prende forma la coscienza che nell’uomo può abitare la pienezza dell’amore, ogni uomo e di ogni cultura. E di ogni tempo, quello attuale. Lo vogliono vedere perché hanno “sentito dire” che quest’uomo Gesù è più attrattivo del tempio, è realisticamente dalla parte degli oppressi, dei poveri: lui stesso si è fatto povero, lui stesso è oppresso. Lui è l’uomo nella carne (Gv 1) che i greci cercavano nella mitologia. La glorificazione è la carne che muore. Per amare. Poi sarà resurrezione già nella morte di cui doveva morire in croce, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me. Gesù rispondendo alla richiesta offre un’opportunità di scelta: la fede per adesione ad un progetto di germinazione se il chicco di grano, rispetto ad una fede incatenata in un ritualismo asfittico, non opzionale ma obbligata da rigore ed abitudine. Bisogna morire per vivere: questa è l’ora della scelta. Bisogna morire alle abitudini, che inesorabilmente portano alla morte sociale (disastro ecologico), perché il mondo viva di comunione di pace (ecologia integrale). Bisogna scegliere tra il se per morire vivendo la pienezza della fede in Gesù ed il se per vivere affiliati alla perenne morte del principe di questo mondo. Per questo camminiamo nelle fede, per giungere affrancati da ogni umano dogmatismo alla scelta. Tale è la gloria, cioè il peso di Dio affrancato alla mia alla tua vita, sulle scelte da compiersi. Il compimento della vita umanizzata, non dis-umana, è la glorificazione di una scelta di cura per il prossimo, fino alla croce: albero della vita. Attrattiva di senso. Attrazione d’amore. Chi mi ama mi segua. Onorevole sequela.
V domenica di quaresima (b)
17.03.2024
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 12,20-33
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
Parola del Signore.
