chi mi rifiuta

Gettare Dio. Scartare Dio. Rifiutare Dio. Cultura dello scarto, rendere periferica e disumana la persona, la creatura. Gettare nel buio la luce, come se fosse possibile reintrodurre nel grembo la vita di chi è già nato: ed è possibile ogni qualvolta si scarta la vita. Si rigetta nelle tenebre la luce. La condanna di essere nati -venire alla luce- per trovarsi gettati nell’abisso del buio dal male. Credere, dal sanscrito*ḱred dʰeh₁- (composto di *ḱḗr, “cuore“, stessa radice del latino “cor”) e *dʰeh₁-“mettere, stabilire”, ovvero “mettere il cuore in” e dunque “fidarsi, affidarsi, avere fiducia in”, abita ciò che vivo nella relazione di verità d’amare. Non getto Dio ma mi lascio recuperare da lui per imparare ad amare.


mercoledì IV di pasqua
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.04.2024 s. fedele da sigmaringen


Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 12,44-50
 
In quel tempo, Gesù esclamò:
«Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo  condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Parola del Signore