loro incredulità

C’è chi si stupisce per l’amore che, con profusione divina, si spande attraverso parole che fanno: i piccoli, quelli che non per incapacità culturale ma per capacità affettiva si fidano: credono. C’è chi si scandalizza perché un uomo sa amare, non può essere Dio: Dio condanna, punisce l’empio, non si cura del nonreligioso, non lavora, non ha relazioni famigliari. Dio non ha umanità. Ed è scandalo. Preferiamo non credere rimanendo atei devoti di un’incredulità. I poveri lavorino e si consumino pure nella vita, i privilegiati dalla leziosità del pensiero giudichino pure. E Gesù se ne va a cercare genti.


mercoledì V di pasqua s. giuseppe lavoratore
01.05.2024


Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,54-58
 
In quel tempo, Gesù venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Parola del Signore