La domanda sembra plausibile ma è fuori luogo, è fuori tempo. La domanda così posta mostra l’assenza della fede sottolineando l’unica fiducia in sé stessi, nella proprie capacità, nelle proprie facoltà, nelle proprie convinzioni, nelle proprie certezze. Come dire: ora il regno di Dio non c’è, non c’è ancora, siamo noi con la nostra storia (sempre incensata di passato e affumicata senza dare più il gusto del concreto e attuale presente) per cui, caso mai, aspettiamo un futuro ipotetico e favolistico (?) nel quale si vedrà il regno di Dio. Gesù ci dice che il regno è già qui, nelle nostre contraddizioni, nelle nostre guerre, nelle nostre ipocrisie, nelle nostre tribolazioni, nelle nostre sofferenze. E lo vedremmo. Se fondassimo la fede solo su lui, solo sulla sua carità, solo sulla sua speranza allora il regno è già in noi, tra noi, con noi. Saremmo presenti al Presente.
giovedì XXXII t.o.
14.11.2024
Dal Vangelo secondo Luca Lc 17,20-25
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete.
Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
Parola del Signore