Aveva iniziato un sabato nella sinagoga a Nazareth annunciando “mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore … ma tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città … per gettarlo giù” (Lc 4,18-19.28-29) e la sua missione veniva da subito rifiutata, annientata buttata giù. Ora al tempio l’ostilità si fa globale, capi dei sacerdoti, scribi, capi popolo dichiarano guerra. È guerra mondiale. Ma lui chiede a noi suoi discepoli di offrire ancora qualcuno, noi stessi, come mediazione di umanizzazione. La croce è vita. Speranza attiva. Amare che non conosce fine…
venerdì XXXIII t.o.
22.11.2024
Dal Vangelo secondo Luca Lc 19,45-48
In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.
Parola del Signore