sulle sue tracce

Da poco conosciuto i primi chiamati, ignari ancora della sua persona, della sua divina persona, della sua divina figliolanza, della sua misericordia perdonante, della sua umiltà potente, ma capaci di essere determinati a seguire un uomo che attrae. La sua Parola ti vede, di chiama e ti smuove. Smossi e scossi dopo il tramonto del sole, quando ancora era buio (nella notte delle certezze) si misero sulle sue tracce. Non riescono a perdere la ricchezza della povertà di Dio, ne sono attratti e appunto dopo che il sole eclissa nella notte, con spasmo da cercatori di luce, trovano nel deserto l’alba incipiente: Gesù vangelo incarnato. Tu hai l’angoscia per averlo perduto e ti metti ancora sulle sue tracce? Ti basta questo mondo senza più speranze di libertà o cerchi ancora la libertà di essere speranza in cammino? Nel deserto notturno la presenza essenziale della luce che muove ad altri altrove.

mercoledì
I settimana del tempo ordinario (anno dispari)
15.01.2025

Dal Vangelo secondo Marco  Mc 1,29-39
 
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, andò subito nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore.