Quest’oggi ancora l’inizio della creazione: la cura di Dio per la sua opera molto bella maschio e femmina, chiama i viventi ad accorgersi di ciò. Ancora oggi i viventi stanno nelle mani eterne della sapienza creatrice. Nella più radicale semplicità: l’aggiunta di regole è dovuta alla durezza dei cuori che non rispondono alla gratitudine. Sartre ricorda «con la vergogna scopro un aspetto del mio essere» ribellione all’altro da me e, tirando in ballo Dio, soggiogo l’altro. Cuore pietrificato che lo scalpello della pazienza ritorna a far sanguinare di luce.
venerdì
VII settimana del tempo ordinario (anno dispari)
28.02.2025
Dal Vangelo secondo Marco Mc 10,1-12
In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Parola del Signore