A tutti i popoli annunciare la dignità dell’essere creature amate. A tutti i popoli, nessuno escluso. Nessuno fuori da questa dignità. Senza biglietto di ingresso. Senza quota associativa. Senza certificato di idoneità. Un incarico di responsabilità è stato dato ai suoi discepoli: dire al mondo che Dio, nel suo Cristo ha patito, ha sofferto, è morto ed è risorto per amore. Per amore di ogni uomo e di ogni donna. E i suoi discepoli, saranno “suoi”, quando non tradurranno mai in banalità questa fede pasquale. Quando non avranno tradito Dio per l’uomo e l’uomo per Dio. I suoi discepoli saranno “i suoi” quando non anteporranno privilegi al mandato di andare “come agnelli in mezzo a lupi” (Lc 10,3). Trasparenza di verità. Discepoli-testimoni di verità evangelica. Testimoni, dal greco martyria portare fino in fondo una verità di vita: «Un cristiano deve annunziare Gesù Cristo in una maniera che Gesù Cristo venga accettato, ricevuto, non rifiutato. E Paolo sa che lui deve seminare questo messaggio evangelico. Lui sa che l’annunzio di Gesù Cristo non è facile, ma che non dipende da lui: lui deve fare tutto il possibile, ma l’annunzio di Gesù Cristo, l’annunzio della verità, dipende dalla Spirito Santo. Gesù ci dice nel Vangelo di oggi: “Quando verrà Lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità”. Paolo non dice agli ateniesi: “Questa è la enciclopedia della verità. Studiate questo e avrete la verità, la verità!”. No! La verità non entra in una enciclopedia. La verità è un incontro; è un incontro con la Somma verità: Gesù, la grande verità. Nessuno è padrone della verità. La verità si riceve nell’incontro». (papa Francesco 08.05.2013). Non siamo discepoli per sapere enciclopedico (e chi può pretenderlo di esserlo davanti al mistero grande del Figlio di Dio!), siamo discepoli per martirio di amore. Quanto è difficile dirlo a sé stessi! Innanzitutto! Ci vuole umiltà. Quanto è difficile dirlo al mondo. Ci vuole umiltà. Dire la verità per dare la verità come incontro ricevuto, accolto. La verità trasparenza dell’esserci per costruire futuri. Ci vuole umiltà. Ci vuole fede solo in Lui. L’Ascensione ci “impone” quest’umiltà. Rendendoci responsabili di religiosità della Via (cf At), per le strade del mondo, in cui il tempio di Dio è il cuore mio e dell’altro e tra me e l’altro passa e ci unisce lo Spirito di Dio. L’Ascensione ci “impone” questo cammino. Pellegrini della Parola per le Galilee degli incontri. Lasciando certezze murate solcando mari di attraversamenti. Incontrando culture diverse nella loro diversità comunicando mitezza. “Imparate da me che sono mite ed umile” (Mt 11,29) ed ancora di più ci turba l’insegnamento di Gesù. Lui stesso dice a Pietro, che ha sguainato la spada per difenderlo: “Non credi che io possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli?” (Mt 26,53). Questa mitezza ci turba, al punto che anche noi, come Pietro, siamo tentati di fuggire e di lasciarlo solo. Forse non comprendiamo fino alla fine (Gv 13,1) il motivo dell’atteggiamento di Gesù. In gioco non c’è soltanto la sua vita, ma qualcosa di più: l’immagine di Dio, ciò che da Figlio egli ha voluto consegnare agli uomini, Dio è Padre, che perdona e ama tutti, senza differenza tra il giusto e il peccatore. Mentre difficilmente le religioni sfuggono alla tentazione della violenza, rivestendo il Dio-giustizia di armature letali: ebraismo/giudaismo, cristianesimo, islamismo, induismo sembra che ne siano indenni. Per il cristianesimo: tradito il mandato di andare in tutto il mondo per annunciare il Dio morto e risorto, si è tradotto in morte per l’umanità che non crede in Dio. Chi potrà lodare nel tempio sempre e con gioia grande se viene punito ed ucciso perché è diverso?
ascensione del signore- anno c
01.06.2025
Dal vangelo secondo Luca Lc 24,46-53
In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».
Parola del Signore