il Figlio vorrà rivelarlo

All’inverso di ieri -in cui Dio stesso ascolta- ci è raccontata oggi una storia di sordità. Alla Parola, parlata da Dio e studiata dagli esperti, si risponde con una storia di non responsabilità. Ed è guerra. Morte, violenza, abominio. Il potere dotto e sapiente, ha l’ignoranza della pace, ha l’insipienza dell’arroganza. Sapienti e dotti, nel buio. Mitezza e umiltà dei cuori ai piccoli e per i piccoli. E vedono la grazia e vedono la gloria e vedono la pace: sarà il vangelo della notte a Betlemme, i pastori vedranno tutto questo, è la volontà di Dio di rivelare se stesso umile e mite agli esclusi. E Dio esulta di gioia. La conoscenza dell’ascolto, la meraviglia di una non-sordità alla Parola appartiene a chi non conosce l’insipienza di dotti, sedicenti sapienti. E Dio esulta di gioia.

martedì I avvento
02.12.2025


Dal Vangelo secondo Luca Lc 10,21-24

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Parola del Signore