C’è un tempo della vita in cui il mistero della conoscenza del senso dell’esistere è nascosto, incomprensibile, obnubilato dall’egoismo dalla sete di consenso dall’arrogante presunzione della sicumera della propria ragione. Un tempo scientista e un tempo negazionista, un tempo razionalista e un tempo spiritualista rivestito solo di improbabile potere abbigliato solo di disumanità. Ecco c’è il tempo di Dio, nell’umiltà di un battesimo, nella semplicità di un bagno in un rivolo, nella spoliazione di ogni segno di potere, nella nudità corporale e spirituale. Ecco c’è il tempo di Dio in cui la conversione al senso dell’esistenza accade: evenemenzialità. Ecco nudo, bagnato, immerso, sconosciuto alle folle, ma conosciuto dal Padre. Torno (mi rinnovo nella coscienza) ad essere Adam, l’immagine somigliante al Dio, mio creatore: Ecco l’agnello di Dio colui che toglie il peccato del mondo. Ecco che ora, tempo della presenza, conosco Dio: nudo solo vestito di Lui.
ss. nome di gesù
03.01.2026
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 1,29-34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore.