sul terreno buono

Necessità di conformità: comprendere le parabole divenendo veri uomini. Crescere in umanità diventando «cristi». Cristo, la passione di Dio che è comunicazione d’amore all’umanità: quella di oggi, quella di adesso, quella ovunque, quella comunque, quella umiliata quella… Vero Dio si è fatto Vero Uomo e parla in parabole a chi assomiglia a lui –maschio e femmina (Gn 1,27)-, a chi sta con lui –perché stessero con lui (Mc 3,15)-: è il suo linguaggio, è il suo sguardo sul mondo, è la sua semina di abbondanza, è il suo territorio di (in)utile condivisione -getta ovunque il seme senza preoccuparsi della rendita-. Crescere in umanizzazione oggi, per non dimenticare la bestialità di ieri. Lasciarsi seminare da seme di misericordia oggi, per non dimenticare lo sterminio di ieri. «Il sistema di sterminio, di morte, di depravazione, che ha il suo culmine nella spaventosa macchina di morte di Auschwitz, è stato il frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna. Una menzogna che si sviluppa lungo la storia e di cui la Shoah è stata la conseguenza più grave e mostruosa. La menzogna che vi possano essere disuguaglianze, graduatorie, classificazioni di superiorità e inferiorità, tra gli esseri umani. Che la vita, la dignità, i diritti, inviolabili e inalienabili, di ciascuno di essi possano essere posti in dubbio, negati, calpestati, nel turpe nome di una supremazia razziale o biologica…» (Sergio Mattarella). Farsi falsi dei per uccidere l’uomo, mentre è necessario, per i credenti discepoli, essere veri «cristi» per vivificare la libertà. Non omologati alla ingiusta norma, ma conformati alla giusta longanimità. Parabole di politica. Parabola di verità. “Ma diamoci del tu la nostra speranza è viva” (P. Eluard).

mercoledì
III settimana del tempo ordinario (anno pari)
28.01.2026

Dal Vangelo secondo Marco  Mc 4,1-20
 
In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Parola del Signore.