ti ringrazio o Dio perché…

Bestemmiare pregando, ritenendosi degni di essere ascoltati dal Padre che fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. (Mt 5,45) Indegnità per un dono che mi travalica: ti ringrazio perché non sono. Necessario avere il coraggio umile e misero di dire: o Dio, abbi pietà di me peccatore, ed il creato è riconciliato. Il cosmo brilla di giustizia. L’umanità arde di condivisione. Allora, come scintille nelle notti buie, i discepoli peccatori, guideranno libertà: we shall overcome we’ll walk hand in hand, some day (la spunteremo un giorno cammineremo mano nella mano). Da ultimi salveremo i giusti. Ti ringrazio o Dio perché sono peccatore. Ti ringrazio o Dio perché


sabato
III settimana di quaresima
14.03.2026



Dal Vangelo secondo Luca  Lc 18,9-14
 
In quel tempo,  Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Parola del Signore