In chi credono i capi o i devoti? In una Legge che maledice? In una Scrittura che solo condanna? La gente, l’umanità disprezzata e maledetta dai capi! La gente, invece, crede nell’uomo. Crede nel Figlio dell’uomo. Bastano i segni, basta l’ascolto dei segni, e vede il profeta incarnato nella carne. Nicodemo cerca ed è deriso, indaga ed è accusato, vede ed è oscurato. Lui Nicodemo vittoria del popolo (così significa il nome ) vince con i semplici, non legge la Scrittura con il pregiudizio tradizionale, lui vuole ascoltare l’individuo, lui cerca l’uomo, anche di notte, ne ascolta le ragioni. Nicodemo “diventa” Galileo, abiterà la terra dove abitano le genti, incontrerà le ragioni della vita. È un capo che sta con Dio, sta con la gente. Benedetto chi avrà incontrato l’uomo nelle tenebre della luce.
sabato IV settimana di quaresima
21.03.2026
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 7,40-53
In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.
Parola del Signore