La nostra vita è simile al campo seminato di buon grano, seme di vitale luce, e presenza coesistente, quando già crebbe, di zizzania, seme di tossica tenebra;
forse i passaggi fondamentali della persona -infanzia, adolescenza, giovinezza, maturità- ci aiutano a comprendere che, nei passaggi appunto, ci illudiamo di crescere liberi, affrancandoci da relazioni solide e solidali: cercando autonomie impalchiamo instabili egoismi, zizzania appunto.
Perdiamo l’uomo creatura, perdiamo il Dio creatore. Ci intossichiamo.
Ma tant’è alla fine la divina vicenda umana mostrerà la longanimità della misericordia: raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio.
Nel grande campo della vita sviluppatasi tra bene e male, tra grazia e dis-grazia,
tra dolcezza e tossicità
avverrà la mietitura e, per pura misericordia, solo allora sarà bruciato il nostro male per abitare eternamente la carità (s. Paolo) che in tutti i modi, qui ed ora, cerchiamo di soffocare, per indifferenza.
Ed è simile al regno dei cieli.
Gloria e peccato.
Umanità possibile.
domenica XVI settimana T. O.
dmc 19.07.20
cfr Mt 13,24-43