luce (accolta e data)

Pedine libere dello spirito di libertà, mossi dal necessitante bisogno di incontro –aspettavano la redenzione-. Dallo Spirito ispirati a –vedere la luce di rivelazione-; dalla divina somiglianza spinti a muoversi nel giardino dell’incontro –il tempio– della grazia; dalla umana fragilità costituiti a glorificare –le genti tutte-. Simeone modello di umanesimo realizzato –accolse tra le braccia-, Anna cura donata nella permanente presenza –non si allontanava mai … notte e giorno-. Il maschio e la femmina apocalisse (svelamento) dell’identità di Dio –il bambino-. Maria e Giuseppe comune accoglienza del dono del figlio per donare il perdono alla banalità del male –anche a te una spada trafiggerà l’anima-. La nostra quotidiana fede rivela la luce che illumina ogni uomo? La nostra quotidiana cura guarisce la ferita che trafigge ogni donna? La nostra quotidiana mossa incontra la debolezza del piccolo Dio? Passione di cura e riflesso di fragilità, potenza di perdono e incontro di luce. Obbedienza di grazia e scelta di autonomia. Mossa di osservanza e cammino di fedeltà. Sintattica divina.

“Partite nella vostra giornata. Senza idee prefabbricate e senza presagio di stanchezza; senza progetti su Dio, senza memoria a suo riguardo, senza entusiasmo senza biblioteca incontro a lui. Partite senza mappa per scoprirlo, sapendo che egli è lungo il cammino e non alla fine. Non cercate di trovarlo con formule originali,
ma lasciatevi trovare da Lui nella povertà di una vita banale. La monotonia è una povertà: accettatela! Non cercate i bei viaggi immaginari. La varietà del Regno di Dio vi basti e vi rallegri. Disinteressatevi della vostra vita, poiché preoccuparsene è una ricchezza.” (M. Delbrel da Beati i poveri in spirito)


presentazione del signore – festa
domenica

02.02.2025

Dal Vangelo secondo Luca  Lc 2,22-40
 
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore –  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo 
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore.