Sintesi di rifiuto. Scartando il tutto che discende dal cielo: dallo spazio incontenibile e non sigillabile. Lo Spirito. Il Padre ha tanto amato da dare il Figlio e lo Spirito. “I verbi “amare” e “dare” indicano un atto decisivo e definitivo che esprime la radicalità con cui Dio si è avvicinato all’uomo nell’amore, fino al dono totale, a varcare la soglia della nostra ultima solitudine, calandosi nell’abisso del nostro estremo abbandono, oltrepassando la porta della morte. L’oggetto e il beneficiario dell’amore divino è il mondo, cioè l’umanità. È una parola che cancella completamente l’idea di un Dio lontano ed estraneo al cammino dell’uomo, e svela, piuttosto, il suo vero volto” (p. Benedetto XVI). Il Figlio dato fuori dalla mondana logica dell’interesse e della convenienza: senza misura Dio il Padre dà il Figlio che dà umanizzazione al non-umano. Chi non crede rimane nella bestialità della banalità del male (H. Arendt), spazio delimitato e angusto della non vita; spazio nazionalistico di un’identità dis-umana, magari anche religiosa, che non respira cielo, ma l’ira di Dio rimane su di lui. La paradossalità della mia libertà. E il Figlio è risorto per attendermi nella mia risurrezione. Per attenderti nella tua risurrezione. Progetto di misericordia. Fotosintesi dello Spirito.
giovedì II di pasqua
16.04.2026
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 3, 31-36
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: Chi viene dall’alto, è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.
Parola del Signore