questo pane

Ce lo ha insegnato lui, Cristo Signore e Maestro, nel “suo” Padre nostro a chiedere quotidianamente il pane. Quale opera fai? Permane l’equivoco della domanda da ricomporre: tra il pane quantitativo della sazietà della pancia ed il pane qualitativo della insaziabile fedeltà a Dio; tra il pane (manna) di Mosè quantitativo misurato per un’educazione al consumo ed il pane di Dio qualitativo dono sempre offerto dal Padre. Pane che sazia l’ansia di vita; pane che disseta il timore d’amore; pane che assapora della carne di Dio; pane che avvicina la carne dell’uomo a Dio. Gesù lo chiama credere: quantitativo di adesione qualitativo di fede “sono diventato un contadino di fede. Aravo solo la terra di Dio, la sua volontà” (Alda Merini). Ricomposto nell’unità di me stesso, aderisco nel mio limite all’illimitata fedeltà; rispondo all’opera di Dio, aro la terra della fede. Seminerai tu, Amico e Amica, la gioia, mangerai tu, umanità di domani, il pane sempre.


martedì III di pasqua
21.04.2026



Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 6,30-35
 
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Parola del Signore