La gioia incarnata nella pienezza di una relazione, figlio-figlia nel Padre: nulla di più, nulla di meno. Rimessi in dignità da lui, vincolandoci per liberare altri, come anche noi, tra noi. Catene d’umanesimo. Non servono altre parole sprecate, la misericordia del Padre, pieno vigore virile di maternità, è concretezza di prossimità. Voi dunque pregate così: vivere la vita da figlio-figlia. Abbà Padre.
giovedì XI t.o.
18.06.2026
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 6, 7-15
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Parola del Signore