Dio ineffabile, Dio “totalmente altro” (K. Barth) fino in fondo diviene carne, si fa carne incarnata nella storia fragile e purulenta e peccaminosa, tocca e purifica, al contrario dell’essere contaminato. E salva e libera. E fino alla fine sta in mezzo agli uomini. Fino alla fine ama, fino alla fine si lascia avvicinare da lebbra, perché la lebbra morte camminante tra la vita possa fermare il suo putridume. Gesù si lasciò avvicinare per essere il Dio vicino: si avvicinò il lebbroso perché il rifiutato violasse ogni legge e perché l’umanità toccasse Dio. Perché lo scarto diventasse purezza lo voglio: sii purificato! Laboratorio di rigenerazione: Dio tocca il marcio, il marcio tocca la guarigione; l’immondo per legge è mondo per amore! lo voglio: sii purificato! La legge dell’ingiusta separazione, abrogata dalla volontà di integrazione: Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza (Gv 10,10). Gesù fuorilegge per liberare la legge dell’accoglienza. “Il mistero della persona: per me è della massima importanza che rispettiamo sempre l’immenso mistero che costituisce ciascuno di noi, le tensioni costanti che nascono dentro di noi, tra i nostri difetti e le nostre speranze, il nostro desiderio di essere all’altezza e la consapevolezza dei nostri fallimenti. È in questo mistero, infatti, che secondo me risiede la nostra umanità, la nostra capacità di sentire. E con questo intendo — perlopiù — sentire gli uni per gli altri. La nostra capacità di empatizzare è senz’altro uno degli aspetti più straordinari e misteriosi del nostro essere umani, e qualunque cosa la minacci deve essere considerata con grande preoccupazione. Essere umani significa essere disordinati nei nostri pensieri e nelle nostre azioni. È così che siamo fatti; è una cosa che rispetto. Pensiamo che la nostra vita andrà in una direzione e poi va nell’altra. Siamo confusi, perplessi e sempre — spesso inconsciamente — impegnati nella battaglia tra il bene e il male. Nella vita mi capita spesso (in privato, tra me e me) di giudicare gli altri; e quanto ciò diventa stancante e noioso!” (E. Strout, in O.R., 23.06.26)
venerdì XII t.o.
26.06.2026
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 8, 1-4
Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì. Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita. Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».
Parola del Signore