La ingiusta giustizia che, in nome della legge giusta, processa, condanna e uccide.
Quasi un’irrisolvibile condizione, quasi una diabolica (pre)destinazione: Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo (Lc 4,6-7). Si è condannati a condannare: l’altro e gli altri fino al tutto che ci circonda. Fino Dio. Giudici supremi, condannati a condannare fino alla distruzione: dell’uomo, di Dio. Mentre “bisogna conoscere l’uomo per conoscere Dio” (S. Paolo VI). La soluzione che Gesù offre nella sua mitezza umile è l’imperativo “venite a me ed imparate“, per comprendere la verità della giustizia. Costruire il vivere bene, escludendo la condanna, vivendo la misericordia. Mangiando spighe di libertà quando si affamati di fede, nei sabati del bisogno.
venerdì XV t.o.
17.07.2026
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 12,1-8
In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Parola del Signore