terreno bello

Dopo la consumata aridità, dopo l’infantile entusiasmo, ultimo passaggio sono le preoccupazioni e la concupiscibile ricchezza e finalmente si arriva a trovare un piccolo campo, il terreno bello, dove poco seme cadrà. Dopo i naturali passaggi di crescita e decrescita, con il maligno a rubare speranza, finalmente la scoperta del piccolo e del poco e della bellezza del campo che diverranno il multiplo. Passaggi, pasque, attraversamenti, perdite, entusiasmi, secchezze, fino a rimanere piccolo e poco e bello allora il frutto diverrà abbondante, nella continuità di un seminatore che mai smette di seminarmi. “Chi crede in Dio , nel Dio che si è manifestato proprio nelle sembianze alterate di Cristo crocefisso come amore “sino alla fine” sa che la bellezza è verità e che la verità è bellezza, ma nel Cristo sofferente egli inoltre apprende che la bellezza della verità comprende offesa e dolore e, sì, anche l’oscuro mistero della morte, e che essa può essere trovata solo nell’accettazione del dolore e non nell’ignorarlo.”( p. Benedetto XVI))

venerdì XVI t.o.
24.07.2026

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,18-23
In quel tempo,  Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Parola del Signore