chi dunque è il più grande

Un bambino il Signore chiamò senza nome, senza titolo, senza qualifica, senza merito, senza storia: centralità della vocazione un bambino posto in mezzo a loro per essere testimone di relazione piena e totalizzante. Un bambino al centro degli interessi fruttiferi d’amore di Dio: lui l’Amore. Centralità dell’umana dignità: il senza degli adulti il tutto di Dio. E chi accoglierà un solo bambino come questo  nel mio nome, accoglie me. Centralità dell’accoglienza, un bambino riconoscimento di piccolezza, insignificanza di convenienza una pecora su novantanove, volontà del Padre vostro . Centralità della salvezza piccoli e smarriti, divenendo soggetto di divina ricerca ed è conversione dello sguardo umano. Centralità della misericordia farsi piccoli nella pochezza. Il martirio di fede, nel quotidiano “le pazienze, queste briciole di passione, che hanno lo scopo di ucciderci lentamente per la tua gloria, di ucciderci senza la nostra gloria.” (M. Delbrel) “È la logica del chicco di grano che muore per germogliare e portare vita (cfr Gv 12,24). Gesù stesso “è il chicco di grano venuto da Dio, il chicco di grano divino, che si lascia cadere sulla terra, che si lascia spezzare, rompere nella morte e, proprio attraverso questo, si apre e può così portare frutto nella vastità del mondo”. (Benedetto XVI – Udienza generale, 11 agosto 2010). Allora chiamò a sé un bambino e divenne dunque il più grande.


martedì XIX t.o.
s. chiara
11.08.2026


Dal Vangelo secondo Matteo Mt 18,1-5.10.12-14

In  quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
«In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

Parola del Signore