la propria vita (adesso)

Procedura di accesso alla vita. Quella di senso. Quella che darebbe il senso. Quella che Gesù chiama vita eterna. Procedura che interpella la volontà di vivere la gioia piena: se qualcuno vuole. Una proposta. Un’ipotesi. Un’opportunità. “Il” fine e mai la fine. Procedura divina celeste, che al solito capovolge le procedure “terrose” (M. E. Boismard) per entrare nella vita da adulti seguire questi regolamenti: rinnegare, prendere, seguire. Rinnegare se stesso offrendo a se stesso l’opportunità positiva di vedere oltre la barricata del proprio cuore. Avendo una visione alta e altra che incrocia lo sguardo sull’altro da me. Essere misericordia che attraversa sempre la croce dell’odio.  “La misericordia divina come punto di impatto tra il Vangelo e le “cose nuove” di quest’epoca drammatica e meravigliosa. Seguire Gesù Cristo dopo le tragedie e le ripartenze del XX secolo implica, infatti, una lucida consapevolezza: il male non si combatte col male. Come in cielo, così in terra l’amore è la legge della vita, il metodo della redenzione, del Messia crocifisso. Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità. Il peccato esiste, certo, ma più forte è l’amore redentore di Cristo, che ci impegna a purificare pensieri, interessi, abitudini, frequentazioni, progetti, investimenti – ogni aspetto della vita – da tutto ciò che la cultura della potenza ha inquinato.” (p. Leone XIV) Come un ramo di mandorlo che annuncia la nuova primavera così la sentinella vegliante e vigilante annuncerà un nuovo giorno. Lasciandosi sedurre da questa violenza che uccidendomi dona la vita a me e agli altri intorno a me. (cfr Geremia) Prenda la sua croceprenda tutto e il tutto del donarsi. La croce simbolo e segno di apertura, di abbraccio universale, per qualsiasi fuori e intorno a me. Il centurione, il pagano, lo straniero ed il militare che -addetto all’esecuzione di pene e di condanne- vedendo come moriva l’Amore sulla croce disse: davvero quest’uomo era figlio di Dio (Mc 15,39). Prende il tutto dell’amare è prendere la croce della verità di ogni relazione intima e pubblica. Quanto difficile ma quanto vero. Davvero veramente. Mi segua: camminare su vie che sono percorse dalla Via verso la verità della vita (cfr Gv. 14,6) per trovare la lucidità dello stare dentro ad ogni situazione anche la più controversa, la più imbarazzante, la più negativa, la più divisiva, la più diabolica va’ dietro a me, Satana! Gesù chiede anche al suo oppositore, che si è impossessato di Pietro (?!) di seguirlo. Questo è l’amore! Quante volte tento, tentiamo, di annacquare con scuse e banalità questo vangelo: sì ma lui era Gesù, sì ma queste sono utopie, sì ma questo va bene per il catechismo dei bambini poi da adulti… Poi da adulti abbiamo lui, Maestro e Signore, che propone per l’ennesima ed infinita volta: seguimi sarai uomo fintanto che vivrai l’uscita dalle tue confort zone, dai tuoi indifferentismi, dai tuoi egoismi. “Ogni atto d’amore, di attenzione, di compassione è una risurrezione. Ogni atto di avidità ed egoismo è una morte” (E. Fromm). Mi segua, colui/colei, che insegue, persegue la vita di senso. La novità evangelica abita la sequela verso altre sponde, altre rive. Verso l’altrimenti. Anche per satana. Non inciampiamo. Risorgiamo. 


XXII domenica del tempo ordinario -anno a-
30.08.2026

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 16,21-27
 
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

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