Solitudine della e nella preghiera di Gesù: esperienza necessaria, comunione intima col Padre. Solitudine nella preghiera di Gesù: ineludibile identità di comunione filiale col Padre. Solitudine di Cristo silenzio generativo, fecondità di comunione. Solitudine che diviene amplificatrice di moltitudine: folle alla ricerca dell’unica individualità di Cristo. Solitudine attraente a sé, mistero pasquale che nella passione morte resurrezione diviene ancora una volta solitudine affollata. Presenza dello Spirito vivificante: solitudine in Cristo diaspora di comunione. Non riferirlo ad alcuno appassionati al suo silenzio pasquale e vivi la gioia.
venerdì XXV t.o.
25.09.2026
Dal Vangelo secondo Luca Lc 9,18-22
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
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