beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!

Desiderio primordiale paterno: la casa-universo si riempia dell’umanità somigliante al Figlio obbediente. Venite è pronto. L’obbedienza ad una pienezza di gioia e di vita. Ecco io vengo per fare o dio la tua volontà (Eb 1,7). Andare è la risposta incarnata al sì di Nazareth, al vagito di Betlemme, lui, il Figlio, convoca: seguimi, venite, entrate, banchettate c’è ancora posto ed è pronto. Sovrabbondanza di accoglienza fin quando tutto sarà pieno, tutto compiuto (Gv 19,30) ma c’è ancora posto. E lui il Cristo consegnerà nelle mani del Padre il suo generativo perdono, il suo totale abbraccio a noi e per noi, per la nostra salvezza (Credo). E noi senza scuse, deposta ogni ipocrisia, lo stringeremo pranzando con lui. Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!

martedì XXXI t.o.
03.11.2026

Dal Vangelo secondo Luca Lc 14,15-24

In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

Lascia un commento