potete forse digiunare?

Accorgersi che in alcuni giorni, del tempo della vita, lo sposo manca. Manca la pace, manca la giustizia, manca la verità, manca la bellezza del creato. Guerre ed esodi, crisi e tempeste allora in quei giorni digiuniamo per segnare il tempo della mancanza, con la concretezza del sacrificio personale e cosciente. Allora in quei giorni digiuniamo per amore del creato e delle sue creature: oblazione pura e senza macchia, intima e segreta ma universale. Ci vuole coraggio e umiltà il mio digiuno è sazietà per il creato. «la chiamata profetica a “forgiare le spade in vomeri” (cfr Is 2,4), […] a trasformare ciò che è male in vita». Non è ancora troppo tardi, e il Tempo del Creato ci chiama a una profonda conversione: «Ciò che è stato usato per la distruzione può essere reindirizzato verso la vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato» (p. Leone XIV)


venerdì XXII t.o.
04.09.2026


Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,33-39

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno». Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

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